Il segreto di un wedding planner di successo? Saper ascoltare!

L’incontro con la coppia di sposi è uno step fondamentale per chi svolge la mia professione, perché è proprio da qui che si pongono le basi per una futura collaborazione di successo. Una fase certamente molto delicata che necessita di essere affrontata al meglio, e per far questo, tra le altre cose, è importante essere allenati ad ascoltare. Quanti malintesi hanno luogo per incapacità di ascolto? Forse troppi e dunque è importante concentrare tutta la nostra attenzione su ciò che gli interlocutori dicono, senza farci influenzare dall’idea iniziale che ci siamo fatti di loro o delle eventuali figure presenti (amiche, genitori ed affini). Vi dirò di più, il segreto è partire dal presupposto che la coppia ha ragione a prescindere, e proprio per questo dobbiamo impegnarci a scavare finché non comprendiamo in pieno il loro punto di vista. Questa pratica apparentemente banale infatti, predispone ad un dialogo corretto, ad una comprensione inequivocabile ed è anche particolarmente chiarificatrice per chi espone il suo pensiero, perché ascoltandosi può verificare fin da subito se le sue ragioni sono fondate o meno (sfruttare la sua forza per spingerlo all’autocritica). Inutile dire che questa strategia è applicabile a tutte le tipologie di relazione al fine di renderle più armoniose e collaborative. Alla base di un qualsiasi dialogo deve esserci un elemento imprescindibile: la comprensione. Per arrivare a “comprendere”, la strada da percorrere deve necessariamente passare da quattro punti che ci consentono di uscire dai nostri monologhi mentali per incontrare davvero gli altri, ovvero, rispetto, attenzione, ascolto, empatia.

Ma quali sono le cose da evitare assolutamente quando incontriamo una coppia di futuri sposi?

1)   Giudicare: creare uno spazio di confronto esente da giudizi, etichette o altro, è alla base di un dialogo fondato sull’accettazione reciproca del proprio modo di essere. Sentirsi puntare il dito non piace a nessuno, può scaturire nervosismi, inadeguatezza, angoscia e chiusura, dunque non è affatto un atteggiamento costruttivo per instaurare un rapporto di fiducia. In sintesi, aboliamo i controproducenti piedistalli della superiorità, tutti possono insegnarci qualcosa.

2)   Interpretare seduta stante: qualunque tentativo di interpretazione senza gli adeguati approfondimenti, tende a generalizzare, minimizzare e non dare il giusto peso ai contenuti di chi si sta esprimendo, quindi ci allontana da una modalità di contatto più autentica. In questo modo il rischio di irritare l’interlocutore generando inutili malintesi è altissimo. In fondo tutti si sentono in diritto di essere ascoltati, anche quando si rivolgono ad un wedding planner, ma se pecchiamo in questa fase va da sé che il fallimento molto probabilmente avrà la meglio. La modalità giusta è il REC, solo dopo potremo interpretare perfettamente la loro di idea di matrimonio.

3)   “Leggere nel pensiero”: è di una presunzione inqualificabile. Non dobbiamo mai dare per scontato di sapere cosa la coppia pensa, sente, vuole, non vuole, o cosa è giusto per loro. Esiste una fantastica alternativa: CHIEDERE. Chiedendo, verifichiamo di aver capito tutto e bene, fughiamo eventuali perplessità, così da non confondere ad esempio la timidezza con l’aggressività o la preoccupazione con l’ostilità, perché dobbiamo essere perfettamente in grado di riconoscere negli altri il loro modo di essere, di esprimersi, di interagire. Non siamo indovini.

4)   Dare soluzioni immediate: quando la coppia si racconta ha solo il bisogno di esternare i propri desideri ed aspettative e di chiarirsi le idee parlando apertamente di ciò che gli sta a cuore. Guai ad interromperli per fornire soluzioni immediate! Queste ultime dovranno essere proposte in un secondo momento e cioè quando saremo sicuri di aver compreso senza margine di errore le loro reali esigenze. Potremmo mai riuscire ad essere di supporto senza capire in che modo potremmo essere d’aiuto? Credo di no.

Tutto questo gran parlare di comunicazione applicata al business, spesso fa riferimento unicamente all’abilità di sapersi esprimere, di saper comunicare i valori aziendali con le parole giuste, ma in realtà è un grossolano errore, perché la vera arte per costruire rapporti solidi, relazioni di fiducia e fidelizzazione è proprio quella di saper ascoltare. Ho parlato volutamente di “arte” e non di “dono” proprio perché sono convinta sia una qualità progressivamente migliorabile con studio, impegno, allenamento, capacità di mettere in gioco le emozioni (meta comunicazione), ed una buona dose di empatia (fare esperienza delle sensazioni altrui senza perdere la propria identità).

Quando entriamo in contatto con un potenziale cliente, in realtà non scambiamo solo concetti o parole, ma assistiamo ad un vero incontro tra due mondi differenti e lo sforzo più grande è quello di riuscire a coglierne la ricchezza, entrando in quella dimensione, anche se non la condividiamo. Questo è il motivo per cui, imparare ad avvicinarsi agli altri con il giusto approccio, diventa il punto di partenza per gestire la complessità delle relazioni che ne scaturiscono e di conseguenza crescere personalmente sia sotto l’aspetto umano che professionale.

Se ti è piaciuto questo articolo puoi condividerlo sui tuoi social preferiti e se lavori nel settore Matrimonio, ti invito fin d' ora ad iscriverti al gruppo Facebook “The wedding Connection - la rete per crescere insieme” utilizzando questo link: https://www.facebook.com/groups/TheWeddingConnection.it/

Condividi questo articolo:        

Commenti (00)

Scrivi un commento