Le donne in carriera lottano con il romanticismo? Perché la scelta del partner da sposare sembra essere sempre più ardua?

Le donne hanno fatto passi da gigante nel mondo del business. Sono salite al vertice di aziende, costruito colossi da milioni di euro forgiandosi in professioni tradizionalmente maschili, si sono fatte una posizione in svariati ambiti, come la politica, l’economia, l’alta finanza, le scienze. Tuttavia, quando si tratta di relazioni riguardanti la sfera intima legata all’amore, alla vita a due, al matrimonio ed alla famiglia le cose cambiano, nel senso che porsi all’altro sesso in maniera giusta sembra essere diventato molto più difficile. Ma cosa è cambiato? Perché spesso risultiamo mascolinizzate nel comportamento?

Se in passato il sogno di una donna era trovare l’uomo della propria vita, sposarsi ed avere dei figli, ora gli obiettivi sono diversi, più orientati alla realizzazione personale ed alla carriera e dunque tutto ciò che è al di fuori arriva dopo aver ripagato tutti gli sforzi investiti nell’istruzione con il successo lavorativo. In sostanza, prima vogliamo provare l’ebbrezza di sentirci complete ed indipendenti anche senza un uomo ed in seconda battuta progettare la vita di coppia, matrimonio incluso. Potremmo riassumere il tutto con un “sì lo voglio ma non adesso”.

Questa emancipazione femminile ha sicuramente riportato in auge il vecchio ruolo dell’uomo cacciatore, ma al contempo anche i “due di picche” hanno iniziato ad avere la meglio, perché diciamoci la verità, mica tutti possono essere all’altezza di una donna che ha tutto per vivere alla stragrande anche da sola e non mi riferisco solo ai mezzi economici! Di conseguenza non è raro riscontrare un certo timore dell’uomo nell’approccio con una donna in carriera e proprio qui nasce lo scontro sulle responsabilità.

La motivazione addotta dal crescente esercito di donne d’affari è che gli uomini sono talmente intimiditi dal loro successo professionale e finanziario al punto da rendere impossibile qualsiasi forma di confronto sulla progettualità di vita per una sorta di complesso di inferiorità. Di contro gli uomini, sebbene all’inizio estremamente attratti da questa tipologia di donna, vivendo la relazione affermano di sentirsi trattati come dei subalterni e rimpiangono il vecchio stereotipo di donna remissiva tutta casa e famiglia, facendo giustamente schizzare i nostri livelli di femminismo alle stelle.

Per esperienza posso testimoniare di essermi riconosciuta spesso in questa tipologia di donna di ferro: ricoprire un ruolo di responsabilità in un ambiente totalmente maschile e portarlo avanti con forza e carattere infatti, mi portava ad essere così in tutto, anche fuori dall’azienda e questo non era sano. Prendere coscienza che il lavoro doveva rimanere in ufficio e che la vita è anche altro, mi ha permesso di cambiare approccio, abbassare la guardia, dare la giusta importanza alle relazioni, comprendere che il romanticismo non è un peccato né una forma di debolezza. Questo è il motivo per cui ho concretizzato anche il sogno di lavorare nel mondo degli eventi ed essere il punto di riferimento di tutte quelle donne impegnate nella carriera che si affidano a me per rendere speciali i momenti più importanti della loro vita in campo privato e professionale.

Questo articolo nasce proprio dai numerosi confronti sulle esperienze e sulle reciproche storie che ho avuto modo di condividere con le mie future spose. Si rifletteva sul fatto che nonostante la società si sia evoluta, spesso le donne d’affari sono percepite come egoiste, vanesie, dedite totalmente a sé stesse e pronte a rompere qualsiasi schema pur di rafforzare il loro IO ignorando la persona che hanno accanto. Fortunatamente le generalizzazioni non hanno mai portato a nulla di positivo e le opinioni sommarie non possono influenzare la vita né tantomeno aiutare a migliorarla. Certamente la scelta della persona con cui condividere il futuro non è facile ma neanche impossibile e l’essere selettive non significa sopraffare, piuttosto essere lungimiranti. Ma su quali capisaldi dovrebbe basarsi questa scelta così importante? Ho cercato di sintetizzarli in tre punti:

Conoscenza approfondita: al di là della compatibilità tra i rispettivi caratteri, delle affinità e della complicità, basilari per porre in essere un rapporto, è importante mettere in chiaro fin da subito cosa ci si aspetta dalla relazione, a cosa si è disposti a rinunciare, senza aver timore di sollevare problemi ed eventualmente discutere anche animatamente delle cose ritenute importanti. Si eviteranno sorprese in futuro.

Comunicazione: La chiave per una relazione sana è la comunicazione. Parlare con il partner è un modo di avvicinarsi, condividere, mantenere il rapporto ben saldo, oltre a renderlo partecipe della propria quotidianità, che nel caso di una donna imprenditrice riguarderà principalmente la sfera lavorativa. Questo è il motivo per cui non concordo con chi sostiene che non si dovrebbe mai parlare di lavoro in casa. Io l’ho fatto in passato e continuo anche adesso, in primis perché il lavoro continua a rappresentare una parte molto importante della mia vita, in secondo luogo ritengo sia ingiusto sopprimere la donna lavoratrice che è dentro ognuna di noi. Basta soffermarsi sulle cose che abbiamo trovato davvero importanti per la nostra crescita in generale, dandogli il giusto risalto, solo così il racconto diventa motivo di confronto ed arricchimento reciproco.

Attitudine alla condivisione di tutte le responsabilità familiari: potrà sembrare strano, ma sebbene nel XXI° secolo, le relazioni moderne continuano a veder gravare gran parte degli oneri familiari sulle spalle delle donne, che aggiunti agli sforzi per costruirsi una carriera e relativi sensi di colpa per le inevitabili mancanze, possono sbilanciare la relazione causando nervosismi ed incomprensioni. In una situazione comune come questa, poter contare su un partner consapevole del fatto che non è il “genere” a determinare il ruolo in famiglia potrebbe fare davvero la differenza.

Adottando questi criteri, risulterà più facile affrontare una scelta così importante e comprendere che carriera e matrimonio in realtà, non sono affatto incompatibili, anzi si possono armonizzare benissimo mettendoci il cuore ma anche un quid di testa, che non guasta mai.


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