Carriera o famiglia? E' davvero necessario scegliere? Direi proprio di no!

Quando mi capita di sentire discorsi sui motivi per cui una donna dovrebbe fare una scelta tra carriera e famiglia, non concordo. Perché l'una dovrebbe escludere l'altra? E’ vero che bilanciare le due cose nella quotidianità mantenendole nel giusto equilibrio non è per niente semplice, e non tutte le donne ci riescono, basti pensare alla crescente attenzione delle aziende al work life balance delle dipendenti, finalizzato ad aumentare produttività e benessere, ma la domanda è: perché dovremmo precluderci questo aspetto importante della vita per rimanere fedeli allo stereotipo della donna d’acciaio dedita totalmente alla scalata al success, escludendo tutto il resto se ci sta a cuore?

Partiamo dal presupposto che gli anni del femminismo e della repulsione ai valori tradizionali sono stati strasuperati, lasciando spazio alla riscoperta consapevole delle relazioni sentimentali degne di questo nome, al significato della famiglia e degli affetti, che non rappresentano più una prigione in cui mettere sottochiave tutte le aspirazioni di successo e di affermazione personale, ma bensì uno spazio in cui trovare una nuova dimensione complementare alla realizzazione professionale. 

Proprio questo il motivo per cui, contrariamente a ciò che l’immaginario collettivo potrebbe pensare, le donne in carriera non disdegnano più il matrimonio, semmai ci arrivano più tardi, in un'età più matura, quando hanno ben definito il loro percorso, i loro desideri ed hanno avuto tutto il tempo di trovare la persona giusta con cui condividerli. Non lo dico perché è ciò che ho vissuto in prima persona, un caso singolo non potrebbe fare una statistica, ma è quanto riscontro confrontandomi con le spose che affianco nell’organizzazione dei loro eventi privati ed aziendali, donne in carriera che hanno scelto come me di riprogettare il loro ruolo arricchendolo di nuove sfaccettature, attribuendo al successo nuovi significati, non necessariamente facendo un passo in dietro nella carriera, ma puntando ad uno stile di vita più sostenibile e di qualità. 

Vi starete chiedendo “ma come si fa”? Non esiste una ricetta universale e l’approccio non è unico per tutte, ognuna deve trovare la sua chiave, ma credo che i quattro punti successivi possano essere un buon aiuto per spianarvi la strada.

• Il primo passo è senza dubbio quello di decidere di voler offrire a noi stesse l’opportunità di trovare un equilibrio e credetemi, non è così scontato, bisogna volerlo fortemente.

• Prendere coscienza del fatto che non c’è modo di fare le cose giuste se facciamo affidamento solo su di noi e sulle cose che sappiamo o pensiamo di sapere. É necessario confrontarsi con le persone vicine a cui vogliamo bene, coinvolgerli, ascoltare le loro critiche, le obiezioni, le loro esigenze, facendo sempre presente quali siano le nostre, perché solo così capiremo come migliorare e ci assicureremo a nostra volta di essere comprese in maniera chiara sui doveri e le responsabilità che ci competono su entrambi i fronti.

• Stabilire una linea di confine tra famiglia e lavoro, un confine di protezione immaginario che ci permetta di separare i due ruoli che siamo chiamate ogni giorno a ricoprire, senza interferenze da ambo le parti.

• Accettare che potranno esserci momenti di squilibrio dovuti al fatto che le occasioni in cui il lavoro o la famiglia dovranno avere la priorità capiteranno e bisognerà metterle in conto, ma questo non significherà aver fallito.

Non c’è nulla di sbagliato nel lavorare sodo per ottenere il successo che sappiamo di meritare, ma non dovremmo mai dimenticare il valore delle altre cose che contano allo stesso modo, ecco perché sono convinta che non dovremmo fare alcuna scelta :

anticipare il rientro da una trasferta per partecipare al compleanno del nipotino che innocentemente ti dice “zia, non ci sei mai!”, terminare una riunione e precipitarsi nel luogo stabilito per prendere parte alla cena di classe da sempre declinata, guardarsi una serie TV senza interruzioni anzichè portarsi il lavoro a casa, organizzare una cena tra le mura domestiche, anziché andare sempre al take away, e provare quella ricetta consigliata dall’amica del cuore che vediamo quattro volte l’anno se va bene, sono solo alcune delle piccole cose che ci fanno respirare, che ci danno tregua, che ci fanno vivere per vivere, e che sono possibili se si ha la volontà di scalare la marcia (bada bene, non frenare), per dare spazio alla massima espressione del successo: la nostra felicità.


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