La professionalità nel mondo degli eventi: perché è importante farsi pagare in maniera adeguata?

La professionalità è un valore o almeno dovrebbe esserlo. Sempre più spesso mi capita di rilevare nel mio settore (weddings and events), che questo concetto di “valore” non sia chiaramente impresso nella mente di chi accetta di lavorare per un corrispettivo troppo basso o addirittura di non farsi pagare.

 Che si tratti di bassa autostima, di sottovalutazione di sé stessi, o di quel magnifico dilettantismo hobbistico che, ahimè, non ha nulla di imprenditoriale né tantomeno di professionale, fare questo equivale comunque a NEGARE il valore effettivo del servizio offerto, a sminuire la professionalità mortificando la formazione e le competenze che la caratterizzano e ad alimentare una percezione di mediocrità estremamente penalizzante, distruttiva e poco motivante.

Parliamoci chiaro, se un servizio non costa nulla o costa poco NON VALE NIENTE!

Inutile nascondersi dietro stupide scuse con le quali si vorrebbe giustificare il motivo per cui si applicano certi prezzi o nella peggiore delle ipotesi si fa “beneficienza e volontariato”, del tipo: “sono all’inizio”, “voglio farmi conoscere”, “voglio essere competitivo”, “voglio acquisire clienti”, “non ho la partita IVA”, “voglio fare esperienza”.

Su quest’ultima espressione mi sento in dovere di aprire una parentesi: Voglio fare esperienza su cosa? Sulla pelle del cliente? Questo sarebbe un discorso sensato forse? Organizzare un evento come il matrimonio ad esempio, è una grande responsabilità! La coppia di sposi si affida all’organizzatore proprio per avere la certezza del risultato e zero pensieri, ed è molto importante essere all’altezza di questo incarico, perché NON SI PUO’ fallire qualcosa di irripetibile, non è concepibile! Sarebbe assai più corretto semmai, affiancare un professionista già navigato per fare pratica, anziché rischiare di distruggere il sogno di qualcuno.

Non è così che può funzionare, perché le scuse e le giustificazioni sopra esposte, innescano dinamiche da non ritorno. Innanzitutto si crea un precedente: il lavoro viene quotato e stabilizzato al minimo o al nulla e riposizionare in futuro il suo giusto valore economico sarà un’impresa molto difficile. In secondo luogo, si rovina il mercato, perché il Professionista che si proporrà ad un prezzo congruo e corretto sarà ritenuto esoso e quindi ci sarà una concorrenza al ribasso con conseguenze negative su tutta la categoria, cosa che peraltro sta già accadendo da tempo. Mi domando, quale sia l’utilità di lavorare gratis o in perdita e quanto possa essere intelligente tenere in piedi un’attività (qualora non si lavori in nero) che non rende un centesimo. Quando si sceglie di fare impresa, è importante comprendere fin da subito che si avrà un business da gestire a tutto tondo e con una certa visione, e non solamente un lavoro da fare al meglio per quattro spiccioli, perché non basterà, siatene certi! Avventurarsi equivale a fallire!

Come fare dunque a dare il giusto valore al nostro servizio? Guardandolo dalla prospettiva del cliente.

Se ho bisogno di organizzare un compleanno e non capisco nulla di pianificazione eventi, come faccio a capire se l’event planner mi sta proponendo un prezzo giusto? Devo pormi alcune domande che mi facciano comprendere quanto è importante per me quel tipo di servizio:

1)      Che problema mi risolve?

2)      Quali benefici può portarmi?

3)      Che valore attribuisco alla soluzione di quel problema?


Proviamo a rispondere

1)      Potrò avere la festa che desidero, curata nei minimi dettagli, facendo ordine tra tutte le idee che mi balenano per la testa a cui non saprei dare una forma definita, non essendo del mestiere; inoltre, raggiungerei un risultato professionale, rispetterò il mio budget e non subirò alcuno stress.

2)      Non perderei del tempo in inutili giri alla ricerca della location giusta, dei fornitori più consoni e non impazzirei a districarmi tra i mille preventivi che mi sottoporranno e che non saprò valutare se non utilizzando la discriminante del prezzo non avendo altri criteri. Insomma, eviterei il caos, sarei tutelata e non dovrò preoccuparmi di nulla.

3)      La risposta a questa domanda non è univoca: deve essere la perfetta sintesi tra il valore che IO cliente percepisco, le mie aspettative, le ambizioni del progetto, l’esperienza e la qualità del professionista. Quanto potrebbe valere tutto questo? Quanto sareste disposti a pagare questo genere di servizio? Se vi rivolgete a un professionista che lavora con etica, sicuramente conoscerà il valore di ciò che sta offrendo perché si sarà posto le stesse domande prima di voi.

 

Come imprenditrice, se un’azienda mi offrisse un prodotto o un servizio che ritengo importante ad un prezzo irrisorio, il ragionamento che farei sarebbe più o meno questo: non è l’interlocutore in grado di soddisfare le mie esigenze, probabilmente non sono nel loro target.

Nel nostro settore purtroppo, l’attitudine di una molteplicità di persone al fai da te, il credere erroneamente che siano la creatività e la manualità i soli elementi imprescindibili per occuparsi di organizzazione eventi, ha portato il sentire comune a minimizzare sulle competenze e le skill necessarie per operare in questo campo, e questa disinformazione dilagante sta minacciando in maniera violenta tutta la categoria. I costi dei servizi che proponiamo infatti, spesso vengono giudicati “cari” a prescindere (persino per sentito dire), per mancanza di informazione, perché non se ne conosce la complessità, perché a causa della leggerezza di alcuni fornitori si sta verificando il fenomeno per cui molti di loro offrono il servizio di organizzazione a corredo del loro core business; di conseguenza, guadagnando su quest’ultimo, si sentono liberi di svendere o addirittura regalare il servizio accessorio, fornito il più delle volte affidandosi all’improvvisazione più assoluta.

E qui torniamo al discorso precedente: se costa poco o non costa affatto quanto potrà mai essere di qualità un certo servizio?

Dovremmo essere compatti nel divulgare ai potenziali clienti il concetto che scegliere in funzione del prezzo equivale ad assumersi un rischio non indifferente, perché un qualsiasi tipo di evento è “one shot”, il che significa che dovrà essere tassativamente “buona la prima”, per cui prendere in considerazione chi si propone ad un prezzo equo, sarebbe la mossa migliore per approfondire e comprendere quali siano effettivamente gli elementi che concorrono a determinarlo. 

Chi si pone sul mercato in maniera seria, infatti, tiene conto di molte variabili prima di formulare il proprio onorario: le spese fisse, i costi variabili, l’incidenza dei collaboratori, la complessità del tipo di lavoro, il tempo da impiegare, l’esperienza, il grado di professionalità, la competenza, gli investimenti per corsi di formazione ed aggiornamento, le imposte ed il prezzo che esprime è sempre adeguato alla mole di lavoro che dovrà gestire, così da poter assicurare tra l’altro, quella continuità necessaria a far sì che il cliente non sia abbandonato strada facendo, perché ad un certo punto ci si rende conto di non rientrare più nelle spese.

Applicare un prezzo adeguato al proprio lavoro significa aver imparato a proteggere e riconoscere il nostro valore, perché se siamo consapevoli di avere tutte le competenze necessarie a risolvere un determinato problema ai nostri clienti, l’ultima cosa da fare è cedere alle politiche di ribasso del prezzo. Non dobbiamo avere timore di chiedere quel che ci spetta per far funzionare il nostro progetto imprenditoriale!

 

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