Wedding Planner: anche voi pensate sia il lavoro più bello del mondo? Forse non lo conoscete!

Realizzare sogni, è l’espressione più ricorrente nella comunicazione di un wedding planner, la scrivono proprio tutti credendo faccia breccia, ma sinceramente non la condivido affatto, perché non dice nulla, o meglio, è talmente deviante da non rendere l’idea di cosa sia davvero questo lavoro, con le sue mille sfaccettature e le infinite complessità, e lo fa percepire come il mestiere più bello del mondo. Facile, se lo si guarda da fuori o lo si idealizza, ma la realtà è ben diversa, e la bacchetta magica non è per nulla un “ferro del mestiere”, anzi.

Iniziamo dicendo che è una professione consulenziale, e già da qui si dovrebbe capire che parliamo di una figura che, avendo accertata qualifica in questa materia, consiglia e assiste gli sposi in tutto l’iter che li condurrà alla celebrazione e ai festeggiamenti dalle nozze fornendo o implementando informazioni, pareri o soluzioni attraverso il proprio know-how e le proprie capacità di problem solving.

Questo significa occuparsi del management di tutto l’evento, con arte e scienza, ed applicare i principi di gestione di tutte le funzioni di pianificazione, organizzazione, direzione e controllo, alle risorse umane (fornitori e collaboratori), alle risorse finanziarie (il budget disponibile), alle tempistiche (degli sposi e dell’evento in sé), alle esigenze dei committenti (la loro visione e le loro aspettative), e alla loro tutela, (evitandogli cantonate attraverso la valutazione dei preventivi e la supervisione dei contratti). Tutto questo  in modo efficiente ed efficace, per raggiungere un solo ed unico obiettivo: un matrimonio perfettamente organizzato e a prova di errore che eviti agli sposi tutte le paure e le preoccupazioni che minerebbero la loro tranquillità. Per far questo, una delle skills da possedere, è di certo la leadership, che è parte integrante di tutte le operazioni di management e di gestione.

Volendo utilizzare una similitudine, faccio un esempio sul ruolo di una casalinga: in primo luogo, valuta la sua famiglia e le sue esigenze per un determinato periodo, fa il punto sulle risorse (e su eventuali vincoli), le pianifica e le organizza per ottenerne i massimi benefici, monitora e controlla il budget di casa, le spese e le altre attività, divide il lavoro tra i componenti del nucleo familiare e lo coordina, incoraggiandoli, rassicurandoli e motivandoli a fare del loro meglio per portarlo a termine, ed è sempre alla ricerca del miglioramento, menziona obiettivi, risorse, e mezzi per raggiungerli e da brava moglie e madre, è sempre particolarmente incline ad essere punto di riferimento per tutti. Il wedding planner, nell’ambito di un matrimonio riveste un ruolo analogo, anche in fatto di responsabilità per dirla tutta, ma la differenza è che ha una specializzazione per ricoprirlo, una competenza multidisciplinare che mette al servizio dei propri clienti, per garantire loro il raggiungimento dell’obiettivo condiviso, con la lungimiranza dell’esperienza, che una coppia di sposi, di fatto, non potrebbe mai avere.

Risulterà dunque ancor più chiaro, che non si tratta affatto di una professione frivola e di scarsa importanza, legata alla manifattura di complementi leziosi o alla manovalanza in fatto di logistica degli oggetti, è vero che alcune, abusando del termine wedding planner, lo fanno, ma di fatto non rientra nelle competenze di un vero professionista dell’organizzazione. Il modo migliore per far comprendere di cosa ci occupiamo, è agire con l’intento di voler fare chiarezza, dando informazioni inequivocabili su cosa ci compete davvero, sul valore del nostro servizio e della sua utilità, per superare le aree di resistenza e di blocco, dovute alle convinzioni limitanti che scaturiscono, ahimè dalla confusione generata dal nostro stesso settore. Non si può scendere a qualsiasi compromesso pur di lavorare! Mi riferisco anche all’aspetto puramente economico, con tutte le ripercussioni del caso sulla nostra categoria.

Un wedding planner ha la partita IVA, paga un commercialista, usufruisce di consulenze legali in materia contrattuale, utilizza strumenti  di lavoro a pagamento, deve tenere un registro per il trattamento dati, e questo ha un costo di consulenza non indifferente, deve stipulare un’assicurazione RC professionale, deve investire in formazione in maniera continuativa per essere sempre aggiornato su leggi, normative, anche in ambito sicurezza, investire in comunicazione e promozione, e infine pagare le tasse. Parliamo di costi da sostenere per portare avanti un’azienda, che è una comune attività professionale organizzata per offrire servizi ed è gestita da un imprenditore a tutti gli effetti che, come tale, deve coprire i costi di gestione e generare profitti, e proprio per questo motivo non potrebbe mai configurarsi come hobbista, mestierante o improvvisato.

Il fatto che sia un lavoro così ambito, considerato facile e accessibile a tutti, mi fa sorridere non poco, e mi spinge ad invitarvi ad una riflessione: esiste il lavoro più bello del mondo o forse lo confondiamo con quello che ci piacerebbe fare? Ma prima di stabilire ciò, siamo sicuri di conoscerlo bene? Possiamo escludere a priori il fatto di essere stati abbindolati dall’apparenza? Mi piacerebbe leggere le vostre considerazioni in merito, e se vorrete conoscere come può aiutarvi un professionista certificato nell’organizzazione del vostro matrimonio, sappiate che la prima consulenza è sempre gratuita, una chiacchierata informale per conoscere la vostra idea di nozze e comprendere al meglio le vostre esigenze.

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