Thursday, May 10, 2018

Wedding Planner, perché mai?

Il matrimonio è un momento importante nella vita di una coppia, ma spesso rischia di trasformarsi in uno stress perché è così denso di incombenze, sfaccettature e dettagli che presi nella loro interezza risultano difficili da controllare al meglio. Prima di precipitare nel caos più totale, affidarsi ad un wedding planner potrebbe essere l’alternativa. Spesso mi capita di sentire, con sommo rammarico, affermazioni errate sulla mia professione, del tipo “avvalersi di un professionista snatura il matrimonio rendendolo impersonale” ed anche “è un servizio economicamente dispendioso che aggiungerebbe un costo in più”, tanto per citarne un paio. Bisognerebbe riflettere sul fatto che a seguito del colloquio preliminare in cui gli sposi racconteranno i desideri e le aspettative, il wedding planner si attiverà in maniera concreta proprio per ottenere quel tipo di risultato personalizzato e le scelte non saranno mai le sue. In merito ai costi del servizio poi, sarebbe il caso di considerare che l’inesperienza di una coppia che si cimenta per la prima volta nella pianificazione di un matrimonio potrebbe indurre a fare delle valutazioni scorrette che si tradurrebbero in spese maggiori. Detto questo vorrei chiarire che la parcella di un wedding planner non necessita di un mutuo per essere onorata e dunque partendo dal presupposto che il primo colloquio è completamente gratuito, andarsi ad informare potrebbe essere un’idea utile a smentire questa leggenda metropolitana che non di rado perseguita la categoria.

QUALI SONO I REQUISITI IMPORTANTI?
Pragmatismo e trasparenza: I giri di parole non dovrebbero appartenere ad un wedding planner perché al di là del progetto stilistico che senza dubbio rimanda ad una dimensione onirica dell’evento, c’è sempre un budget da dover gestire. Un professionista deve illustrare in maniera chiara cosa è possibile realizzare con ciò di cui si dispone e nel far questo deve essere il più preciso possibile per non sforare la cifra stabilita. Il tutto fornendo soluzioni percorribili alternative ed azioni da intraprendere per realizzare la visione dei committenti lasciando comunque a  loro le decisioni definitive.  Altro elemento non trascurabile è la definizione della sua parcella e relativa modalità di pagamento. Essere trasparenti e chiari in questo aspetto è di certo un sintomo di serietà professionale.
Positività e ponderatezza: la dinamica del disaccordo nell’ambito dell’organizzazione di un evento non è da escludere, sebbene alimentata da momenti di nervosismo temporanei. Piccoli screzi tra gli sposi, scaramucce familiari, persone estranee che vogliono dire la loro. Il compito di un buon wedding planner è anche quello di saper gestire e mediare con positività questi episodi sporadici ma possibili e per far questo la ponderatezza è una virtù che per forza di cose deve appartenergli.
Esperienza e Flessibilità il wedding planner è punto di riferimento per tutti: sposi in primis, famiglie, invitati, fornitori, maestranze e da bravo direttore esecutivo deve essere in grado di muoversi con competenza e lungimiranza in più ambiti organizzativi: stilistico, economico, tecnico e logistico. Essere flessibili è determinante per il coordinamento ottimale di tutte le persone coinvolte nella realizzazione dell’evento nonché ai fini della risoluzione dei problemi, visto che gli imprevisti sono sempre in agguato ed il piano B è assolutamente irrinunciabile.

QUALI SONO I CRITERI DI SCELTA?
Gli stessi che applicheremmo per la ricerca di un qualsiasi altro professionista: l’esperienza, l’abilità, la competenza, la serietà, la precisione, il senso pratico, il gusto, la trasparenza, la fiducia. Nel caso specifico però, una dote basilare dovrà essere la capacità di comprendere fin da subito lo stato d’animo ed il pensiero della coppia al punto da farli propri, per raggiungere quella sintonia che gli consentirà di organizzare ogni matrimonio come fosse il suo. Se questa sensazione non  arriva quasi tangibile, probabilmente non sarà la persona giusta.
In conclusione, per quanto una coppia possa sentirsi portata e preparata all’organizzazione delle nozze, ci sono aspetti rilevanti dell’evento, probabilmente i più importanti, che per mancanza di esperienza, generalmente non vengono affatto contemplati. Mi riferisco a quelli di insieme che portano al miglior risultato finale, perché un matrimonio deve essere pianificato minuziosamente dalla A alla Z attraverso un progetto armonioso e riconoscibile che coinvolga tutto, non come spesso succede a compartimenti stagno. Il responsabile ricevimenti di una location ad esempio (che non è un wedding planner ma eventualmente un allestitore) per quanto preparato possa essere non potrà amai avere una visione d’insieme dell’evento, perché il suo operato si limita al luogo di lavoro da cui dipende e difficilmente potrà sgravarvi dalle incombenze che esulano dal suo ambito. Stessa cosa dicasi per un fiorista, un fotografo, un venditore di bomboniere. Fornitori il cui apporto è sicuramente rilevante, non solo per gli sposi ma anche per noi wedding planners che siamo chiamati a coordinarli.

La domanda è: sulla base di quanto esposto, vale la pena rischiare di lasciare le sorti di un momento così importante alle congiunzioni astrali?